Assoluta novità in questi ultimi venti anni, Santa Lucia è un Paese, un’Isola tutta da scoprire: splendide spiagge, un entroterra tropicale assolutamente fantastico, due picchi gemelli di origine vulcanica, una popolazione evoluta e gentile, fanno sì che St.Lucia sia una destinazione inconfondibile di grande pregio. Selvaggia la parte orientale con le sue coste frastagliate, dolce quella occidentale con le sue spiagge accoglienti. La foresta tropicale che la caratterizza la riempie di verde e di fiori; il mare, con i suoi colori dell'aria e del cielo, il sole e l'ospitalità della gente fanno il resto. St. Lucia fa parte delle Piccole Antille, a sud di Martinica e a nord di St. Vincent. Montuosa e vulcanica, è coperta da una fitta vegetazione tropicale. Paesaggi dolcissimi si alternano a scenari mozzafiato dove l'Atlantico rugge contro la barriera corallina. Il nome pare derivi dal fatto che un gruppo di naufraghi vi sbarcò il 13 dicembre del 1502, giorno di Santa Lucia. Il clima è tipicamente tropicale. La temperatura media oscilla tra i 24° ed i 30° C. La stagione delle piogge va da agosto a novembre: brevissimi acquazzoni e poi torna il sole. L'Inglese è la lingua ufficiale, molto diffuso è il dialetto "patois creole" con inflessioni creole. La capitale dell'Isola è Castries che deve il nome al Francese Marshal de Castries che la fondò nel 1780. Qui meritano una visita il quartiere dei Rasta (regno incontrastato dei seguaci del mitico Bob Marley); Morne Fortune, una bella collina che domina la città; Marigot Bay, una delle baie più spettacolari dei Caraibi.
Più a sud, Soufriere, l'antica capitale Francese, oggi cittadina di pescatori situata su una baia sotto i Pitons: picchi gemelli di due vulcani ora spenti. A nord, da non perdere, Gros Islet, villaggio dove il sabato sera si balla in piazza a tempo di reggae. Inoltre immancabile un'escursione nel centro dell'isola, dove la foresta pluviale offre rifugio a numerose specie animali e vegetali.
Un santuario dedicato alla conservazione di un habitat così prezioso e fragile che il Dipartimento delle Foreste si sforza di preservare intatto. Un ambiente lussureggiante dove il sole filtra a malapena e che gli Arawak, primi abitanti dell'Isola, temevano, ritenendolo casa degli spiriti maligni e che, ancor oggi, conserva un alone di mIstero che lo rende estremamente affascinante.