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| Da non perdere |
| CASTRIES, LA CAPITALE E LO SHOPPING |
| La capitale Castries, 60.000 abitanti, circondata da alture e adagiata su un profondo porto naturale, è una città moderna e poco attraente, ingranditasi notevolmente a causa del traffico crocieristico e delle attività finanziarie. Sul lungomare si trova il mercato. Ha una sezione alimentare (c’è anche una food-street, stretta stradina fiancheggiata da snack, alcuni con tavolini e sedie esterne, e piatti dall’aspetto interessante) e una grossa zona dedicata ai souvenir, i più piuttosto dozzinali, in buona parte in arrivo dalla Cina. E’ interessante solo per l’acquisto di spezie ed eventualmente del coal-pot, il tipico braciere isolano in terracotta (che però occupa parecchio spazio in valigia). Il cuore storico di Castries è all’interno, alle spalle del lungomare, intorno alla Derek Walcott Square, intitolata allo scrittore locale Premio Nobel nel 1992. Il suo busto si trova nel giardino al centro della piazza assieme a quello di Sir Arthur Lewis (altro isolano premio Nobel nel 1979 per l’economia). La piazza è circondata dal alcuni edifici ottocenteschi, fra cui la Biblioteca e la cattedrale cattolica, con interessanti vetrate in cui i personaggi del Vangelo sono in buona parte raffigurati come gente di colore. Fuori dal centro, dove c’è il terminal delle navi da crociera, il Duty Free di Pointe Seraphine, è l’orgoglio di St.Lucia e forse il miglior indirizzo per lo shopping di qualità. Vi si trovano, oltre a quadretti naif e piccolo artigianato, anche i dipinti di Llewellyn Xavier, il più quotato pittore locale, e le ceramiche di Michelle Elliot-Ribot, altra artista di St.Lucia.The Coal Pot, a Vigie Marina, il più tradizionale ristorante di St.Lucia che serve piatti a base di ingredienti locali cucinati con influenze francesi e mediterranee, e il Green Parrot, a Morne Fortune, gestito da uno chef in arrivo da un blasonato hotel londinese, sono i più celebri indirizzi per provare cucina locale d’alto livello. Negli immediati dintorni della capitale, sulle baie omonime, ci sono gli all-inclusive: Morgan Bay e Sandals Halcyon a nord della capitale, e Sandals Regency a sud, su una lunga e bella spiaggia. |
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| VIEUX FORT E LA COSTA ORIENTALE |
| All’estremità meridionale di St.Lucia, vicino all’aeroporto internazionale di Hewanorra, Vieux Fort è una delle più antiche città dell’isola. Qui St.Lucia termina nella penisola di Moule à Chique, coronata da un faro, da dove si gode una vista magnifica del canale che la separa da St.Vincent, con le Grenadines sullo sfondo. Bellissime le spiagge di Anse de Sable e di Coconut Bay (dove è l’omonimo resort) bianca, lunga, protetta dalla barriera corallina, molto amata dagli appassionati di windsurf e kite surf. Le due isolette al largo di Vieux Fort, sono riserve faunistiche e ornitologiche. La costa orientale, battuta dall’Atlantico, è la più selvaggia e la meno conosciuta, ma ha alcuni punti d’interesse, come gli storici giardini botanici di Mamiku e l’immensa spiaggia di Grande Anse, la più lunga dell’isola, dove da marzo ad agosto le tartarughe della specie Leatherback arrivano a deporre le uova. |
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| MARIGOT BAY E DR DOOLITTLE |
| Sulla costa occidentale, a sud di Castries, Marigot Bay è una delle baie più belle e protette di tutti i Caraibi, inclusa in tutte le escursioni via mare. Via terra si raggiunge con una deviazione dalla strada principale fra Castries e Soufrière, dopo aver attraversato la vallata di Cul-de-Sac, coperta interamente da piantagioni di banane dall’aspetto singolare: i caschi sono infatti protetti dall’assalto di insetti e volatili da fogli di plastica trasparente di un blu intenso. Marigot è una baia magnifica, una profonda insenatura divisa in orizzontale da una penisoletta di sabbia spruzzata di palme, così profonda che nel 1778 l’ammiraglio inglese George Rodney poté nascondervi le sue navi coprendo chiglie vele e alberi con foglie di palma e sfuggire alle fregate francesi che gli stavano dando la caccia. Alberghi come l’elegante Discovery, condomini, bar, ristoranti e negozi offrono ogni comodità a chi sceglie di alloggiare nella storica baia. |
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| LE ESCURSIONE VIA TERRA E VIA MARE |
| Isola di mare e di montagne, St.Lucia offre una gamma vastissima di escursioni e di sport, dalla vela al trekking nella foresta per avvistare l’Amazona Versicolor (o Jacquot, il pappagallino endemico che vive solo qui), dal bagno nelle sorgenti termali alla visita di antiche piantagioni avvolte ancora dallo charme coloniale. E non mancano gite in barca per avvistare balene e delfini, voli panoramici in elicottero, battute di pesca d’altura (con possibilità di catturare prede ambite come il blue marlin o il pesce vela), percorsi in mountain bike nella foresta. Da non perdere lo snorkelling nella riserva marina che fronteggia la zona intorno ad Anse Chastanet, la Rainforest Canopy Adventure, ovvero il volo sopra la foresta pluviale sospesi in sicurezza a un sistema di carrucole (ma c’è anche una versione più soft, con una specie di teleferica) e una veleggiata a bordo del Brig Unicorn. Si tratta della replica di un antico brigantino dell’Ottocento che è stato il set di numerosi film, fra cui la serie disneyana de “I pirati dei Caraibi” con Johnny Depp. L’Unicorn salpa ogni giorno per itinerari diversi lungo la costa occidentale, fra cui il Pirate’s Day, avventura per aspiranti bucanieri sotto l’insegna del Jolly Roger, ideale per grandi e bambini con equipaggio in costume piratesco, bevande e snack gratuiti, visita delle baie più belle e bagni a volontà.
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| FESTE, MUSICA E FOLKLORE |
| Oltre al Friday Night Jump Up di Gros Islet, a St.Lucia ci sono altre feste di paese. Ogni venerdì, ad Anse La Raye, villaggio di pescatori a metà strada fra Castries e Soufrière, si svolge il Fish Fry Festival, gran kermesse di ricette di pesce. E’ un evento assai ruspante ma permette di vivere un’interessante parentesi di vita locale. Ogni sabato a Vieux Fort invece la “Saturday Night Swoiree”, offre musica, artigianato e assaggi di piatti locali.
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| SOUFRIERE |
| Dominata dal Petit Piton (738 m) e dal Gros Piton (786 m) sullo sfondo, Patrimonio Unesco, Soufrière è la zona più spettacolare di St.Lucia. I due coni, che i primi abitanti indiani consideravano la sede delle divinità, sembrano vicinissimi ma distano fra loro quasi cinque chilometri a metà dei quali si apre la bianchissima spiaggia di Jalousie, inaspettata in questa zona di natura vulcanica. Soufrière è la zona con le strutture più fascinose e sofisticate, come il raffinato Jalousie Plantation, lo storico Anse Chastanet e l’avveniristico Jade Mountain, con le immense suite che si chiamano “sanctuary” spalancate letteralmente sulla natura, perché la parete di fondo è mancante, sostituita da un ampio patio e da una infinity pool privata in cui si nuota con vista sui Pitons. Soufrière prende nome dalla vicina, attivissima solfatara alle spalle della città, un cratere di sette acri che è l’unico vulcano drive-in del mondo: lo si visita in buona parte in auto. Pozze di fango, getti di vapore e gas, sorgenti termali, sgorgano dal terreno dove scorre il Diamond River, con tanto di cascate, le cui acque hanno proprietà terapeutiche. I vicini Diamond Mineral Baths, a Soufrière Estate, inaugurati nel 1786, furono finanziati da re Luigi XVI di Francia che mandava qui i suoi soldati a curare le ferite e la fatica delle battaglie contro gli inglesi. Ripristinato nel 1983 con l’aggiunta di vasche esterne e di un giardino botanico, lo stabilimento offre per pochi dollari la possibilità di un bagno termale in acque che, secondo gli esperti, hanno le stesse proprietà di quelli di Aix en Provence in Francia e di Aachen in Germania. In zona ci sono anche antiche piantagioni, fra cui Dauphine Estate e Fond Doux (quest’ultima anche eccellente ristorante) sono un viaggio nel mondo d’altri tempi, con tour didattico sulla lavorazione del cacao e della copra. Quanto a Soufrière, la cittadina, fu il primo insediamento e la capitale al tempo dei francesi. E’ un un grazioso centro di pescatori, con case colorate lungo il mare, qualche raro esempio di architettura georgiana, la piazza della chiesa, piccole guest-house, e negozietti come Zandoli e Paul’s Gallery che vendono graziosi souvenir.
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| SCOPRI L'ISOLA E LA GENTE |
| Chi preferisce visitare St.Lucia in maniera autonoma può usare i taxi (le targhe, rosse o blu, si riconoscono per la scritta TX; i driver sono in genere anche guide turistiche), affittare una macchina (le strade sono buone, la guida è a sinistra), o, con una discreta conoscenza dell’inglese, ricorrere ai piccoli bus collettivi, i jitney (targa verde, con la sigla M) che collegano capillarmente ogni angolo di St.Lucia anche di sera (informarsi sull’ora dell’ultima corsa).
E’ questo sicuramente il sistema non solo più economico ma anche più divertente per conoscere l’isola, mescolandosi alla gente del posto, sempre gentile ed estremamente cooperativa nel fornire indicazioni sull’itinerario, le coincidenze, e per fare quattro chiacchiere.
Da non dimenticare: se si alloggia al nord e si intende raggiungere Soufrière, occorre partire il mattino presto, prendere un bus che percorra la costa occidentale, la più bella,
e ripartire da Soufrière entro le 15/16: dal sud al nord infatti, nel pomeriggio, i mezzi pubblici sono pochi.
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| L'ESTREMO NORD |
| A nord di Rodney Bay, si aprono le spiagge di Smuggler’s Cove con l’omonimo all-inclusive, e di Cap Estate dove si affaccia The Body Le Sport, resort tutto dedicato al fitness e al benessere, antesignano già una ventina d’anni fa delle odierne Spa.
The Body vanta anche uno dei ristoranti più raffinati dell’isola, Tao, con un’intrigante cucina fusion fra Oriente e Occidente.
Dalla parte opposta dell’isola, già sulla costa orientale, Cas-en-Bas è una mezzaluna di sabbia sull’Atlantico, meta degli appassionati di windsurf.
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