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BRIDGETOWN, LA CAPITALE E LO SHOPPING
A Bridgetown, che si può raggiunge da ogni parte dell’isola saltando su un autobus o su uno degli stipatissimi ma economici taxi collettivi che transitano in continuazione, la prima cosa che si incontra per raggiungere il centro è il ponte che attraversa il «Careenage», il porto-canale. Quello veicolare è nuovo, mentre lo storico ponte che diede il nome alla città nel XVII secolo, è oggi solo pedonale. Tutt’e due approdano su Trafalgar Square con tanto di statua a Orazio Nelson, evidente retaggio del periodo coloniale conclusosi nel 1966. Il Palazzo del Parlamento che vi si affaccia, risale al 1639 e fa di Barbados la terza democrazia della storia. La principale strada commerciale è Broad Street, con qualche edificio storico e una gran quantità di negozi – specialmente gioiellerie duty-free – gli shopping centre Colonnade e Da Costas Mall e il grande magazzino Cave Shepperd. Per l’artigianato locale c’è il Cheapside Public Market e meglio ancora il Pelican Craft Centre, con una ventina di moderni negozi e un laboratorio di sigari della Caribbean Cigar Company. Sulla riva sinistra del Careenage, ai piedi del ponte vecchio, c’è il Waterfront, un ristorante da frequentare, preferibilmente in tarda serata quando sono di scena, secondo il giorno della settimana, jazzisti, chitarristi e orchestrine steel band, che allietano la degustazione delle specialità locali: cocktail sfiziosi, crocchette e fritturine di pesce, maiale speziato, e gamberetti al curry. Fuori centro, sulla spiaggia dello International Yacht Anchorage a Carlisle Bay, c’è invece il delizioso ristorantino Lobster Alive che dispone di una ventina di posti e un centinaio di aragoste vive. In menu c’è anche dell’altro (poco), ma l’aragosta è un must, con conto che non manda in rovina. Ha il solo difetto di chiudere troppo presto la sera (ultimo ordine alle 21), ma la domenica, da mezzogiorno alle cinque del pomeriggio (per cena è chiuso) offre musica jazz. Il ristorante è nei pressi della antica prigione di St.Anne che ospita il Museo di Barbados, dedicato alla cultura Amerinda, alle origini africane e alla storia del Paese.
TUTTA DA SCOPRIRE
All’interno dell’isola si possono fare avvistamenti insoliti: torri di mulino a vento come il Morgan Lewis Windmill, a St Andrew, che è fra i meglio conservati, meta, fra l’altro, di una delle tante escursioni possibili sull’isola; scimmie verdi in libertà nel parco di Farley Hill, tartarughe dalle zampette colorate, iguana, armadilli, pavoni e tucani, e, ancora più inattese e insolite su panorami caraibici, pompe di estrazione petrolifera che spuntano all’orizzonte con evidenza solo d’estate dopo il raccolto della canna da zucchero. Per esplorare i luoghi meno conosciuti si può partecipare a un’escursione-safari con jeep 4x4, a meno che non li si voglia ammirare dall’alto di un elicottero nel tour aereo dell’isola. Di converso ci sono escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo, magari con picnic in stile barbadiano. C’è poi la visita alla Harrison’s Cave, una caverna sotterranea di circa un miglio tra stalattiti e stalagmiti combinata con la Foresta Floreale del Farley Hill National Park. E poi ci sono alcune antiche ville aperte al pubblico in forma museale, anche queste visitabili con escursioni programmate. Una delle più interessanti è la Sunbury Plantation House, dove è rappresentato molto bene l’aspetto delle case padronali nelle piantagioni da zucchero del XVIII e XIX secolo, attraverso la fedele ricostruzione sia degli esterni che degli interni, flagellati nel tempo da uragani e incendi. Sunbury Plantation House si trova nell’entroterra di St Philip, sulle colline del sud-est, che sono fra i pochi rilievi, tant’è che il punto più alto, il monte Hillaby, nel centro dell’isola, a St Andrew; misura appena 340 metri e non è neppure il più famoso. La palma spetta al Mount Gay e non per la sua altezza ma per il fatto di aver dato il nome al migliore rum locale, uno dei più frequenti articoli di esportazione diretta da parte dei visitatori; bottiglie da mettere ben protette in valigia, per evitarne la confisca per le note norme di sicurezza sul trasporto di liquidi in cabina.
BARBADOS E LE SUE SPIAGGE
La costa caraibica di Barbados (sud e ovest), corre più o meno da Silver Sands fino a North Point, mentre quella atlantica, aspra e scogliosa, sale a nord dalla zona aeroportuale. La parte più abitata e più sviluppata turisticamente è quella occidentale, su cui si affaccia sia il St Lawrence Gap che Bridgetown. Ma è su questo versante a nord della Capitale che con l’alternarsi delle spiagge si susseguono gli alberghi, le ville, gli appartamenti più sofisticati. È qui che sorge un piccolo hotel, originale e raffinato, il 5 stelle The House che bizzarramente manca di reception, ma con personale pronto e disponibile e un ristorante, il Daphne, fra i migliori dell’isola, oltre che uno dei pochi in cui convivano cucina locale e internazionale assieme a quella autenticamente italiana. Ma è la costa orientale quella che offre gli scorci più spettacolari e l’ombelico di questa lunga e quasi ininterrotta scogliera, perennemente battuta dai marosi dell’Atlantico, è la località di Bathsheba, dove però non bisogna aspettarsi comodità e conforti moderni. Qui c’è sempre un nutrito gruppetto di surfisti puri, quelli che remigano verso il punto in cui si forma l’onda e quando questa si sviluppa si rizzano sulla loro tavola per volteggiare nella spuma fino a riva. Parecchio oltre, c’è il punto più settentrionale di Barbados, North Point, dove le acque fredde dell’Atlantico si mescolano a quelle calde dei Caraibi. C’è sul posto un piccolo mercato di souvenir e un bar con servizi.
BARBADOS, CHE FARE
Proprio sulla estrema punta sud dell’isola la spiaggia di Silver Sands, meta preferita degli appassionati di windsurf (tradizionale o Kite-surfing con aquiloni di traino) che rendono il cielo uno sfavillante caleidoscopio. In tema sportivo va detto che a Barbados ci sono tre campi da golf a 18 buche e altrettanti a 9 buche, numerosi Diving Centre, attrezzature nautiche e maneggi. Abbondano poi le gite in mare comprendenti di solito il pranzo e bevande anche alcoliche a volontà. Ce ne sono per fare snorkeling, per immersioni con autorespiratore, per fare il bagno con le tartarughe, per esplorare la costa, o semplicemente per prendere il sole e fare baldoria in compagnia.
BARBADOS, LE ESCURSIONI
Nel mare di Barbados naviga di giorno e di notte uno “yellow submarine” proprio come quello della canzone dei Beatles, solo che si chiama Atlantis II ed è in grado di far visitare ai suoi passeggeri – senza bagnarsi - angoli di mare e barriera corallina. Nella cabina è sistemata una fila di panchine per ogni lato, in corrispondenza della fitta serie di oblò: uno per ogni passeggero. I bambini ne vanno pazzi, ma non solo loro! Il must delle escursioni a mare sono però le gite in catamarano. Ce ne sono per tutti i gusti: durante la giornata per una nuotata al largo, per fare dello snorkeling, per l’emozione di un bagno con le tartarughe, o semplicemente per navigare, e ammirare tratti di costa da una posizione insolita. Altre, per i più romantici, si effettuano al tramonto o di sera con aperitivo e cena, e altre ancora vengono organizzate per gli appassionati di pesca d’altura (Deep Sea Fishing). Anche i bambini però hanno la loro escursione preferita, quella chiamata «Harbour Master» effettuata con grandi imbarcazioni a 3 ponti, simili a quelle del Mississippi, con tutte le attrezzature per farli divertire. E per gli adulti tuffi in mare nelle soste negli angoli più belli. Molto popolare è la nave pirata Jolly Roger (dal nome del vessillo corsaro con tibie e teschio). È un brigantino come quelli dei più bei film di cappa e spada, che effettua gite all’insegna della baldoria. A bordo infatti si fa musica indiavolata, si mangia, ci si tuffa durante le soste, ma più che altro si tracannano litri e litri di “rum punch” la fresca, gustosa e subdolamente alcolica bevanda tipica locale. Una eccellente opportunità è quella della escursione con aereo da turismo alle Grenadines, la collana di piccole isole fra Grenada e St Vincent, paradiso dei velisti, che restano fra le zone più intatte del nostro pianeta. Sorvolandole, si apprezzano appieno i colori che rendono il Mar dei Caraibi unico al mondo e una volta atterrati si effettua una piccola crociera con possibilità di snorkeling attorno alle isolette disabitate di Mayreau e Tobago Keys.
BARBADOS, CHE FARE LA SERA
Il St Lawrence Gap, sulla costa sud, è una bretella a senso unico con traffico limitato della Highway n°7, dalla capitale Bridgetown verso la rotatoria di Maxwell, in direzione aeroporto. Qui è concentrata una sfilza di alberghi come il roseo Southern Palms, che ha una delle più belle spiagge attrezzate dell’isola, o come il Turtle Beach Resort e il Bouganvillea, anche se questi ultimi due sono leggermente più defilati. Lungo il Gap si svolge il passeggio e la dolce vita barbadiana i cui principali templi sono il Jam Rock Café (il bar del ristorante Ocean) per aperitivo e musica, il Café Sol per un buon margarita accompagnato da stuzzichini tex-mex e il ristorante Pisces, affacciato su una piccola baia. Se per il dopocena si preferisce un classico disco-club, il più moderno e à-la-page è il Club Xtreme, appena appena fuori del Gap: ambiente polifunzionale con bar, biliardo, giochi elettronici e una mega «dance floor» che pare sia la miglior zona di pesca per compagnie ambosessi prezzolate e non. Ma restando negli stretti confini del Gap ci sono i pub McBride’s e Ship Inn, per musica e quattro salti più informali. In particolare nel vasto cortile-giardino dello Ship Inn si svolgono regolari serate di jazz, molto popolare sull’isola, o di Soca dance, genere che ha prodotto a Barbados complessi di fama internazionale come i Crossfire (Krosfyah secondo la grafia locale) e gli Square One. Ma il pub va anche bene in altre ore del giorno perché trasmette su maxischermi e video sparsi ovunque gli eventi sportivi internazionali (calcio, basket, football americano e via dicendo). Basta fare un salto al mattino o il giorno prima e controllare sulla lavagna esposta all’esterno qual è il programma degli incontri; va da se che spesso sono di scena squadre italiane! Lo Ship Inn è fornito anche di un vero e proprio ristorante di cucina americana (bistecche, costolette e hamburger) o di sera, ospita al di fuori, lungo il passeggio, alcune bancarelle di saporite specialità «griglia-e-addenta».
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